31 marzo 2009

Saluti da Treviso - Il ritorno

Da ieri sono a Treviso, per un incontro con i partner che lavorano con me su TuttoVitamine. Ho cenato con Valentina e Luca, è stata davvero una bella serata, purtroppo non documentata da foto. Ecco, invece, qualche foto "cittadina".



29 marzo 2009

Una domenica casalinga

Autoscatti con bimbi malaticci.


27 marzo 2009

Saluti da Sirmione - Il ritorno

Ieri e oggi sono stato a Sirmione per il congresso nazionale di Pediatria Online, con Ge, Carlo, Margherita, Laura e un'altra collega.


Giovedì è stato splendido, specialmente il pomeriggio. Venerdì mattina è iniziato stupendamente, poi la giornata è andata peggiorando.

Ecco le foto.







25 marzo 2009

Imparare a convivere con il Parkinson, l’esperienza di una star

Dieci anni dopo aver abbandonato una fortunatissima carriera hollywoodiana a causa del morbo di Parkinson, Michael J. Fox torna sul set in uno speciale dal titolo Avventure di un incurabile ottimista, sui malati di Parkinson nel mondo. Fox esplora la natura della speranza, della forza interiore e dell'ottimismo. Per realizzarlo ha raccolto le testimonianze dirette di individui famosi, ma anche di gente della strada. Tra gli intervistati: scienziati e medici impegnati a studiare il potere terapeutico dell'ottimismo su malattie incurabili come il Parkinson. Ne parla il Corriere della Sera.

«Tra i paesi più entusiasmanti - dice l'attore Michael J. Fox - c'è il Bhutan è un Paese che misura il proprio successo con la Felicità interna lorda invece che con il Prodotto interno lordo. È una moderna Shangri-La: un paradiso terrestre che enfatizza la centralità della gioia su tutto il resto. Forse anche la felicità un giorno diventerà legge».

«Ha fondato - scrive il Corriere - la Michael J. Fox Foundation è la più grande fondazione non profit al mondo interamente dedicata alla ricerca di una cura. "Milioni di persone sono nella mia stessa situazione" spiega l'attore, nel difendere la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Lo scorso 9 marzo era tra gli ospiti d'onore alla Casa Bianca quando il presidente Obama ha annunciato la nuova politica Usa per liberalizzare i fondi sulle staminali».

Fonte: Corriere della Sera, 25 marzo 2009, pag. 45.


Ho visto una volta un documentario sulla sua vita e sono rimasto molto impressionato dalla sua forza, nell'affrontare la distruttività della sua esperienza personale con il Parkinson.

23 marzo 2009

“Speriamo che la morte mi colga da vivo”

È parecchio tempo che non scrivo un ipse dixit sul blog: e non è che in questo periodo mi manchino le occasioni o gli argomenti. In effetti, la mia vita sta attraversando una fase molto intensa, professionalmente e personalmente. Sto lavorando molto. La presenza di una persona giovane ma molto capace e intraprendente, che mi affianca e sta progressivamente facendosi carico di molte delle mie attività più time consuming, mi sta permettendo di impegnarmi un po’ di più su altri fronti, soprattutto, direi, nella gestione delle relazioni con i clienti. Nei momenti di crisi come questo, credo, infatti, che l’unico modo di fare la differenza sia di non sedersi sugli allori (c.d. business as usual), aspettando che arrivi una batosta facile da prevedere, ma piuttosto moltiplicare i propri sforzi per differenziarsi dai concorrenti, cercare in ogni attività di eccedere le aspettative dei propri interlocutori e sforzarsi di pensare alla prossima frontiera.
Questo della frontiera è un tema che mi appassiona. Risucchiati dalle attività di tutti i giorni, sempre più spesso dimentichiamo di sognare. Ci stanziamo nelle praterie delle nostre abitudini (le “aree di conforto” della nostra coscienza), dove pensiamo che la terra sia sufficientemente fertile per sostentarci, e smettiamo di pensare che - forse - appena qualche chilometro più avanti - forse - c’è un nuovo panorama che ci aspetta. Sarà quel “forse” a spaventarci, sarà la stanchezza della routine a soffocare le nostre aspirazioni, sarà la pigrizia, sarà quel che sarà. Fatto sta che addormentiamo le nostre coscienze, in attesa di qualche evento miracoloso che solo può farci alzare lo sguardo, ma che probabilmente non arriverà mai.
Io sogno. Non voglio dire che mi balocco rincorrendo desideri irrealizzabili - magari solo qualche volta. Voglio dire che desidero: non ho ancora disimparato a farlo. Certo, prima di tutto i miei desideri riguardano i miei figli, dei quali spero uno sviluppo sano ed armonico. Poi spero nella salute dei miei cari, genitori primi tra tutti, fratelli, nipoti, amici.
Poi, però, sogno anche cose che mi riguardano più direttamente. Una casa al lago, una compagna con la quale tornare a vivere in armonia, una vita tranquilla ma nella quale potermi sentire “vivo”. “Speriamo che la morte mi colga da vivo”, è un aforisma che ho letto una volta e sul quale sono molto d’accordo. Spero di riuscire a vivere ancora per un po’ “da vivo”. Work in progress.


Grazie alle Vale per le nuvole che mi ha portato da Londra.

22 marzo 2009

Teletubbies imperdibili, che oggi ne ho proprio bisogno



Mi serviva proprio un po' di buonumore, dopo che ieri pomeriggio sono andato prima al Buzzi, per far medicare la testa a Giometti, che ha avuto un incidente domestico con suo fratello, poi - vista la folla - direttamente dal nonno Sandro, per fare una medicazione fatta in casa. Per fortuna niente di grave. Ho fatto anche in tempo a rispondere male alla Nonna Graziella, cosa che mi dispiace molto. E allora, viva i Teletubbies!!!

21 marzo 2009

Venerdì sera a teatro

Ieri sera siamo stati agli Arcimboldi a vedere il Musical Peter Pan, con le musiche di Bennato.


Nel complesso abbastanza divertente, un po' lungo, ai bimbi è piaciuto da matti, anche se è finito a mezzanotte.

20 marzo 2009

Per me è importante (Tiromancino)

Le incomprensioni sono così strane
sarebbe meglio evitarle sempre
per non rischiare di aver ragione
che la ragione non sempre serve
domani invece devo ripartire
mi aspetta un altro viaggio
e sembrerà come senza fine
ma guarderò il paesaggio...

sono lontano e mi torni in mente
t'immagino parlare con la gente...

il mio pensiero vola verso te
per raggiungere le immagini
scolpite ormai nella coscienza
come indelebili emozioni
che non posso più scordare
e il pensiero andrà a cercare
tutte le volte che ti sentirò distante
tutte le volte che ti vorrei parlare
per dirti ancora
che sei solo tu la cosa
che per me è importante...

mi piace raccontarti sempre
quello che mi succede
le mie parole diventano nelle tue mani
forme nuove colorate
note profonde mai ascoltate
di una musica sempre più dolce
o il suono di una sirena
perduta e lontana

mi sembrerà di viaggiare io e te
con la stessa valigia in due
dividendo tutto sempre
normalmente...

il mio pensiero vola verso te
per raggiungere le immagini
scolpite ormai nella coscienza
come indelebili emozioni
che non posso più scordare
e il pensiero andrà a cercare
tutte le volte che ti sentirò distante
tutte le volte che ti vorrei parlare
per dirti ancora
che sei solo tu la cosa
che per me è importante...

e il mio pensiero ti verrà a cercare
tutte le volte che ti sentirà distante
tutte le volte che ti vorrei parlare
per dirti ancora
che sei solo tu la cosa
che per me è importante...

19 marzo 2009

Quarantenne, uno splendido cervello

Cervello, uno splendido quarantenne
La vita «ricomincia a 40 anni», si dice, ma quella cerebrale, al contrario, comincia a declinare. È infatti all’età di 39 anni, per la precisione, che il cervello raggiunge l’apice delle sue prestazioni quanto a velocità, lucidità, ricettività, per poi cominciare a perdere colpi. Autori della scoperta, in uno studio pubblicato su «Neurobiology of Aging», sono alcuni ricercatori del Semel Institute for Neuroscience and Human Behavior dell’University of California che hanno indagato sul rapporto tra efficienza del cervello e degradazione della mielina, guaina che protegge e ricopre le fibre nervose. È proprio la progressiva degradazione di questa sostanza – che funge da isolante nei riguardi della conduzione degli stimoli nervosi, rendendo veloce e preciso il passaggio delle informazioni tra le fibre nervose – a spiegare, secondo gli scienziati, il calo del rendimento cerebrale a livello di velocità nell’elaborazione delle informazioni.
Per giungere a queste conclusioni gli studiosi hanno valutato l’efficienza e la prontezza cerebrale di un campione di uomini dai 23 agli 80 anni con un metodo molto semplice: la rapidità con cui ciascun individuo riusciva a picchiare il proprio indice su di un tavolo. La velocità di un movimento dipende infatti da quella con cui le fibre nervose trasmettono al cervello l’informazione, a sua volta correlata all’integrità della mielina. Le osservazioni eseguite durante i test con risonanza magnetica hanno confermato il nesso tra velocità del movimento e condizioni della mielina, evidenziando nei soggetti di 39 anni il picco di questa capacità. «Gli studi hanno dimostrato che il processo di rottura e riparazione della mielina si verifica di continuo all’interno del nostro cervello – afferma George Bartzokis, a capo del team di ricerca – ma in età avanzata si inizia a perdere la battaglia di riparazione».
La scoperta potrebbe, dunque, favorire la prevenzione di diversi disturbi cerebrali degenerativi attraverso lo studio di terapie volte a preservare gli strati di mielina. A questo proposito va sottolineata l’importante azione protettiva nei confronti del sistema nervoso da parte delle vitamine del gruppo B, e in particolare della vitamina B12 che interviene nella sintesi e nei processi di rigenerazione della mielina.



L'articolo originale sul sito di Supradyn Tabs (http://www.supradyn-tabs.it/energia-per-pensare/cervello-uno-splendido-quarantenne.html).

18 marzo 2009

Life's

In principio fu


Ben presto, tuttavia, ci si rese conto che


Finché le cose non precipitarono definitivamente.



La vita è bella, oggi.

17 marzo 2009

Questo blog è bello

Mi piace. Aiuta chi si interessa davvero a me a capirci qualcosa.

15 marzo 2009

Altro weekend, altro regalo - 2 (la vendetta)

Pare che ormai i titoli di post per i fine settimana tendano a scarseggiare, al punto che mi capita persino di doverne reciclare qualcuno, come questo.
Sabato è stata una giornata relativamente tranquilla: la mattina - mia e dei bimbi - è trascorsa dal concessionario, per un urgente cambio delle pastiglie dei freni. Nel pomeriggio, Giolo ha giocato a calcio (grande portierone, hanno vinto 6-0 o qualcosa di simile), mentre Giomo faceva la guerra lì vicino.



Io ho fatto un giro in moto e sono andato a comprarmi una camicia blu a righine, che le righine mi snelliscono tanto (si, ok, comunque di miracoli mica possono farne...). Per noi "diversamente magri" la vita può essere dura: le ragazze ci schifano, mandandoci in depressione, la qual cosa ci induce a mangiare ancora di più e via così che ci troviamo a circoloviziosare senza fine. Io, speriamo che me la cavo... Work in progress.

Domenica mattina, mentre Giolo era a messa, io e Giomo siamo andati a fare un lungo giro per Saronno, in cerca di una farmacia aperta. Abbiamo incontrato questa chiesetta proprio bella, della quale vorrei cercare di trovare qualche info in più. Per ora, sul sito della proloco, ho trovato queste poche info: "La piccola chiesa di S. Antonio Abate, eretta dopo la metà del Quattrocento, al tempo della peste ebbe annesso un Lazzaretto destinato agli appestati."



La domenica abbiamo pranzato con i nonni a Milano, al solito ristorante western, con grande gioia dei due piccoli mostri.

Nel pomeriggio, visita all'acquario.


Tutto sommato, non mi dispiace tornare in ufficio il lunedì mattina...

13 marzo 2009

Il vero amore non lascia tracce (Leonard Cohen)

Il vero amore non lascia tracce
Come la bruma non lascia sfregi
Sul verde cupo della collina
Così il mio corpo non lascia sfregi
Su di te e non lo farà mai

Oltre le finestre nel buio
I bambini vengono, i bambini vanno
Come frecce senza bersaglio
Come manette fatte di neve

Il vero amore non lascia tracce
Se tu e io siamo una cosa sola
Si perde nei nostri abbracci
Come stelle contro il sole

Come una foglia cadente puó restare
Un momento nell'aria
Così come la tua testa sul mio petto
Così la mia mano sui tuoi capelli

E molte notti resistono
Senza una luna, senza una stella
Così resisteremo noi
Quando uno dei due sarà via, lontano

Leonard Cohen


Grazie.

10 marzo 2009

Sono stato un bambino felice?

Credo di si. Adesso mi accontenterei di essere un adulto sereno. Work in progress.

Tramonto (Pirandello)

Di foco all ’orizzonte il ciel si fascia,
lento al tramonto il sole si riduce.

O tu che del mister sforzi le porte,
guarda! Di qua le tenebre egli lascia,
reca di là d ’un nuovo dí la luce.

Ebben, chi sa? forse cosí la morte.


Luigi Pirandello, da "La Riviera Ligure", Aprile 1909.


La foto l'ho fatta ieri sera tornando a casa, dalla macchina. Poi ho ricevuto una telefonata e la mia serata è stata di tutt'altro umore.

09 marzo 2009

Mestizia sommessa

Un'amica ha così commentato il mio umore di questo periodo. In effetti non ha tutti i torti. Il weekend l'ho passato quasi tutto a letto, sabato con un po' di febbre, ieri senza ma con un raffreddore pazzesco, che ancor oggi mi accompagna.

Autoscatto con salopette, che ha fatto tanto ridere Ge.


Andrà meglio, presto spero.

05 marzo 2009

Saluti da Bruxelles 2 - A volte ritornano

E così sono di nuovo a Bruxelles, per una presentazione al parlamento europeo. Sono emozionato, mi piace essere qui.


Grande anche il badge...


Ho in mente cose belle, oggi.

02 marzo 2009

rimira O donna questo mio corpo. (E.E.Cummings)

rimira O
donna questo
mio corpo.
ché

giacque
a braccia vuote
sui vertiginosi colli
per sognare di te,

approva questi
risoluti insaziati
occhi
che hanno contemplato

il muto carnevale notturno
il pingersi
del buio
con meteore

che scorrono da giocose
mani immortali
l'aprirsi
d'ariose stelle

(in tempi a venire
ricorderai di questa notte meravigliose
estasi____lentamente
nel cuore

sazio____veloci
ricordi
come fiori tremendi
si
leveranno, lentamente
torneranno sulle rosse
__________________labbra prescelte
limpide visioni)

E.E.Cummings, da Tulips & Chimneys (1923)