19 gennaio 2006

somewhere i have never travelled (Cummings, 1931)





















in qualche luogo che non ho mai viaggiato, piacevolmente al di là
di qualsiasi esperienza, i tuoi occhi tacciono
nel tuo più fragile gesto ci sono cose che mi rinchiudono
o che mi sono talmente vicine da non poterle toccare

il tuo più tenue sguardo facilmente mi (ri)aprirà
benché abbia chiuso me stesso come dita
sempre mi apri petalo per petalo come la primavera apre
(toccando accortamente, misteriosamente) la sua prima rosa

o se il tuo desiderio fosse di chiudermi, io e
la mia vita ci (rin)serreremo davvero mirabilmente, improvvisamente
come quando il cuore di questo fiore immagina
la neve cautamente scendere ovunque,

nulla che possiamo percepire in questo mondo eguaglia
il potere della tua intensa fragilità; la cui struttura
mi sottomette con i colori delle sue regioni,
rendendo la morte e l’eternita’ con ogni respiro

(ed io non so quello che c'è in te che chiude
e apre; solo qualcosa in me comprende
che è più profonda la voce dei tuoi occhi di tutte le rose)
nessuno, neppure la pioggia ha così piccole mani

1 commento:

Alessandro ha detto...

somewhere i have never travelled

somewhere i have never travelled, gladly beyond
any experience, your eyes have their silence
in your most frail gesture are things which enclose me
or which i cannot touch because they are too near

your slightest look easily will unclose me
though i have closed myself as fingers
you open always petal by petal myself as spring opens
(touching skilfully, misteriously) her first rose

or if your wish be to close me, i and
my life will shut very beautifully, suddenly
as when the heart of this flower imagines
the snow carefully everywhere descending,

nothing we are to perceive in this world equals
the power of your intense fragility; whose texture
compels me with the colour of its countries,
rendering death and forever with each breathing

(i do not know what it is about you that closes
and opens; only something in me understands
the voice of your eyes is deeper than all roses)
nobody, not even the rain has such small hands

Edward Estlin Cummings first published “somewhere i have never travelled,gladly beyond” in 1931 in his poetry collection, ViVa.